I prodotti dell’arnia
CERA
La cera è una sostanza grassa secreta da specifiche ghiandole ceripare funzionanti nelle api operaie di età compresa tra i 12 e i 18 giorni, subito prima di diventare bottinatrici.
La cera viene emessa sotto forma di piccole goccioline, che a contatto con l'aria si solidificano in scaglie. L'ape modella la cera con le mandibole, utilizzandola per la costruzione dei favi, aggiungendo polline e propoli.
Il prodotto secreto dall'ape è di colore quasi bianco, solo dopo la lavorazione con polline e propoli assume una colorazione gialla.
Sostanza chimicamente molto stabile, la cera è resistente all'ossidazione e agli attacchi degli acidi. La cera prodotta dagli apicoltori deriva prevalentemente dalle operazioni di disopercolatura e di smielatura per centrifugazione.
Mentre in passato l'uso della pura cera d'api aveva numerosi campi d'applicazione, ora le cere sintetiche stanno soppiantando quelle naturali.
Pertanto attualmente la cera d'api viene reimpiegata dagli apicoltori per la fabbricazione di fogli cerei, o utilizzata per oggettistica e candele.
MIELE
Il miele è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinaio, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie e lasciano maturare nei favi dell’alveare.
che trasformano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare. Il miele è considerato un alimento di riserva: solo le api (e pochi altri insetti a loro simili) fanno miele. Hanno la necessità di accumulare scorte di cibo e risolvono il problema trasformando il cibo fresco dell'estate in un alimento a lunga conservazione.
Il miele è una fonte di zuccheri semplici e perciò un cibo altamente energetico e dolcificante. Non necessita di nessuna trasformazione per essere consumato.
Il miele è il risultato di un'elaborazione di nettare di fiori e di altri succhi zuccherini che le api succhiano e trasformano durante la raccolta e, in seguito, conservano negli alveari. Per raggiungere la quantità di un chilo di prodotto, le api devono visitare almeno due milioni di fiori.
I principali componenti del miele sono: acqua, zuccheri (fruttosio, glucosio, maltosio), acidi (gluconico, citrico, malico, succinico, acetico, formico, lattico, butirico, piroglutaminico, amminoacidi), proteine, sali minerali (potassio, sodio, calcio, magnesio, cloridico, solfati, fosfati, etc.), i pigmenti (carotene, clorofilla, derivati dalla clorofilla), sostanze ed aromi dei fiori (esteri, aldeidi, alcool), tannino, enzimi (invertasi, diastasi), fosfati e vitamine.
I principali componenti del miele sono: acqua, zuccheri (fruttosio, glucosio, maltosio), acidi (gluconico, citrico, malico, succinico, acetico, formico, lattico, butirico, piroglutaminico, amminoacidi), proteine, sali minerali (potassio, sodio, calcio, magnesio, cloridico, solfati, fosfati, etc.), i pigmenti (carotene, clorofilla, derivati dalla clorofilla), sostanze ed aromi dei fiori (esteri, aldeidi, alcool), tannino, enzimi (invertasi, diastasi), fosfati e vitamine.
PAPPA REALE
La pappa (o gelatina) reale costituisce il nutrimento di tutte le larve dell'alveare nei loro primi tre giorni di vita. E’ anche il nutrimento esclusivo dell'ape regina nel corso di tutta la sua esistenza.
E' prodotta esclusivamente dalle api nutrici, in età compresa tra il 5° ed il 14° giorno dalla loro nascita, come secrezione delle ghiandole ipofaringee e mandibolari.
La nutrizione con pappa reale costituisce il fattore determinante della trasformazione di una larva di ape operaia in "ape regina": permette lo sviluppo dell'apparato che produce le uova e ne prolunga la sua vita! Sono queste due caratteristiche che attribuiscono a questa sostanza un'efficacia particolare anche per l'uomo!
Ad oggi, comunque, la composizione della pappa reale è risultata abbastanza insolita ed unica per i sistemi naturali.
E' un cocktail di bio-catalizzatori contenuti in una miscela di componenti biologici ordinari:
si tratta di un insieme lipido-glucido-proteico.
La sua composizione non è ad oggi completamente conosciuta. Sicuramente la sua composizione contempla:
Acidi grassi: circa 31 (saturi ed insaturi). Tra questi il 10-HDA è forse il più importante.
E' un acido grasso insaturo (Acido trans-10 idrossi-D2-decenoico) presente unicamente nella pappa reale.
Zuccheri totali così scomponibili: glucosio + fruttosio dal 33% al 43%, saccarosio dallo 0% al 6%, maltosio dallo 0,4% al 1,4%.
Oligoelementi: individuati al suo interno 5 elementi minerali: calcio, potassio, sodio, magnesio, zinco.
Contiene inoltre quasi tutte le vitamine conosciute, tracce di Ormoni, Enzimi e fattori colinergici.
Il suo PH è compreso fra il 3,5-4,5.
La pappa reale è costituita da una parte di sostanze individuate ma non ancora identificate, un particolare che spiega l’impossibilità, sino ad oggi, di ricostruire artificialmente la pappa reale.
POLLINE
E' una delle sostanze più ricche che la natura ci offre: un alimento completo prodotto delle api.
Con una presenza significativa di sostanze azotate, contiene proteine e aminoacidi, quali l’arginina, la metionina, la lisina, vitamine, oligoelementi,enzimi, ormoni, fattori antibiotici e sali minerali.
Il polline non è elaborato dalle api, che semplicemente lo raccolgono sui fiori e lo utilizzano come materia prima per la produzione della pappa reale.
Il polline è una polvere finissima costituita da microscopici granuli, che rappresentano l'elemento germinale maschile dei fiori.
Quando l'ape bottinatrice si posa sulla corolla di un fiore, una moltitudine di granuli di polline rimane intrappolata sulla peluria corporea dell'insetto.
Successivamente, l'ape si "ripulisce", raggruppando e impastando il polline con il nettare, e forma piccole palline sferiche che trasferisce in apposite "cestelle" situate sul terzo paio di zampe.
Nell' alveare il polline è immagazzinato nei favi, costituendo un importante alimento proteico per le giovani larve e per la famiglia.
In poche parole il polline è un prodotto naturale dell'alveare, non elaborato dalle api, ma semplicemente raccolto da esse sui fiori. Viene trasportato sino all'alveare, dove l'apicoltore lo raccoglie.
Il polline, come ‘superalimento’" è utilizzato negli stati di affaticamento, agisce migliorando lo stato generale dell'organismo. Combatte l'affaticamento intellettuale, l’astenia, la nevrastenia, l’anemia e l’astenia sessuale.
E' un tonico generale per l'organismo e assiste in tutti i processi di sviluppo e crescita.
E’ costituito principalmente da:
-zuccheri per il 35-40%, prevalentemente semplici, come glucosio, fruttosio e lattosio;
-azoto, per il 30% circa sotto forma di proteine aventi funzione plastica;
-aminoacidi, ne sono stati isolati ben 20, tra i principali troviamo ariginina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina;
-acidi grassi insaturi, rappresentano in media il 5% del totale dei componenti;
- vitamine, sali naturali, oligoelementi, e diverse altre sostanze, come enzimi e antibiotici naturali, meno rappresentati, ma non di minore importanza.
Il polline è uniformemente ricco di carotenoidi, bioflavonoidi e fitosteroli, ma il profilo esatto è variabile secondo la fonte delle piante e le condizioni di crescita. Tuttavia, il betacarotene, il licopene, il beta-sitosterolo, la quercetina, la isoramnetina, la rutina sono sempre presenti in analisi del polline.
PROPOLI
E’ una sostanza ceroide-balsamico-resinosa di colore estremamente variabile con tonalitá dal giallo bruno fin quasi al marrone scuro.
Ricca di flavonoidi, idrossiacidi, terpeni, aldeidi ed alcool aromatici, oltre ovviamente ad olii essenziali, viene raccolta negli alveari con svariate tecniche, con un' apposita griglia o semplicemente con la raschiatura dei telaini che di essa ne sono per buona parte ricoperti.
La parola propoli é di derivazione greca, dove pro sta per "davanti, in difesa" e polis per "cittá", nel caso specifico la cittá delle api, cioé l'arnia.
Conosciuta per il suo impiego per bocca o per applicazione locale, ancora oggi la propoli mantiene inalterate le sue proprietá antimicrobiche che erano giá state scoperte e sfruttate parecchi secoli prima di Cristo.
La propoli ha inoltre la capacitá di attivare le difese dell'organismo, e in tal senso puó essere considerata alla stregua di un integratore alimentare utile a mantenere uno stato di salute e benessere.
Piú in dettaglio sono queste le prerogative fondamentali della propoli:
- azione antibiotica, antifungina e antivirale:
- effetto antiossidante (e quindi anche anti-invecchiamento) e anti-irrancidente;
- proprietá cicatrizzanti e stimolanti la riparazione dei tessuti;
- immunostimolante;
- anestetizzante.