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Yoghurt con Miele (Grecia) Ingredienti: 1 litro di yogurt intero, 8 cucchiaiate di miele d’arancio Versate lo yogurt su di un grosso quadrato formato da 3 o 4 strati di garza molto fitta, riunite i 4 angoli della garza e legateli assieme in maniera di formare una specie di tasca in cui sarà contenuto lo yogurt. Sospendete questa tasca con tutto lo yogurt su di un lavandino e lasciate scolare via la parte sierosa, ci vorranno dalle 6 alle 8 ore. Dividete lo yogurt, che avrà preso la consistenza di una panna montata molto dura e si sarà ridotto di volume, in 4 scodelline da dessert, versate su ogni porzione 2 cucchiai di miele d’arancio e servitelo subito. Crème au Miel (Francia) Ingredienti: 1 litro di panna fresca, 300 gr di miele, 1 limone, 4 fogli di colla di pesce Versate in una casseruola metà della panna, unitevi la buccia di limone, 50 gr di miele e fate bollire per 4-5 minuti, quindi toglietela dal fuoco ed aggiungetevi la colla di pesce, tenuta a bagno con acqua fredda e ben strizzata, eliminando invece la scorza di limone. Battete a neve dura la panna rimanente, incorporatevi quella cotta quando si sarà raffreddata completamente e versate il tutto in uno stampo bagnato con acqua fredda. Mettete lo stampo nella parte alta del frigorifero e lasciatelo raffreddare per almeno 4 ore, poi sformate la Crème au Miel su di un piatto di portata e completatela ricoprendola con il rimanente del miele che avrete riscaldato a bagnomaria. Halwa bu Tamar (Nord Africa) 250 gr di datteri secchi, 250 gr di fichi secchi, 150 gr di noci sgusciate e spellate. 2 cucchiai di miele d’arancio, 1 cucchiaino di semi di anici, olio di mandorle. Snocciolare e spellare i datteri, togliere il picciolo ai fichi secchi e tritare grossolanamente il tutto. Trasferire il trito in un mortaio, unire le noci, il miele e i semi di anici, lavorando di pestello fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea. |
Sulla parete di una grotta spagnola, la Cueva de las Ananas, un artista preistorico ha dipinto, migliaia di anni fa una figura umana arrampicata su delle rocce che tende la mani verso un alveare. E’ un messaggio che ci racconta quanto fossero golosi i nostri antenati, annullando gli abissi temporali e culturali che separano il passato dal presente. |
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