GLI ITINERARI DI novembre
La stagione dei mieli sta per concludere il suo calendario annuale
di appuntamenti nei tanti territori italiani che danno origine alla grande qualità e diversità dei tanti mieli del nostro Bel Paese.
Da anni è tradizione chiudere la stagione in Umbria, una tra le terre più verdi dell’Italia.
19-21 NOVEMBRE APPUNTAMENTO A FOLIGNO PER
“MIELINUMBRIA”
Città d’Arte per eccellenza, Foligno è un compendio straordinario di storia, cultura, tradizioni antiche.
Il cuore della città è rappresentato da piazza della Repubblica, dove si trova il Duomo con la Madonna di Foligno di Raffaello; il Palazzo Comunale con la sua Torre quattrocentesca; Palazzo Orfini e Palazzo Trinci con le splendide stanze affrescate di O. Nelli e da Gentile di Fabriano che adornano la Cappella con scene del Vangelo, le pareti della Sala delle Arti e dei Pianeti decorate da un artista locale ai primi del ‘400 e la Sala dei Giganti.
Ogni piazza, strada o vicolo di Foligno trasuda storia e splendore a giustificazione dell’affermazione locale che la Città è ‘ombelico del mondo’.
La Città è anche circondata da un ambiente naturalistico di grande fascino, come il Parco Naturale di Colfiorito: uno degli ecosistemi naturali più importanti dell’Umbria, che ospita piante considerate rare nel territorio italiano come il giunco comune e l’orchidea acquatica.
Anche la cucina è fortemente legata agli antichi splendori della storia umbra, che non si è fatta influenzare dalle vicine regioni. Ricette solo in apparenza povere, che risalgono al Medioevo quando i “maestri di cucina” erano i monasteri, abituati a lavorare i prodotti con grande cura.
L’olio di oliva, il tartufo nero, le lenticchie, la patata rossa, la cicerchia e il vino sono i grandi protagonisti di una cucina dagli aromi intensi. Dalla pasta alle zuppe, dalla carne ai salumi, ogni piatto racconta una storia importante e generosa.
OLTRE FOLIGNO C’E’ BEVAGNA
Andare a Foligno è anche un’occasione per visitare l’altra Città del Miele umbra: Bevagna, che dista a pochissimi chilometri.
L'abitato dell'antica Mevania coincide quasi per intero con la città medievale e moderna, come testimoniano i tratti di cinta muraria romana che affiorano sotto quella medievale. Da segnalare Palazzo dei Consoli che ospita il Teatro Forti, il portale della Chiesa di San Silvestro, la cripta di quella di San Michele con il presbiterio, e la Chiesa di S. Domenico e Giacomo con i suoi preziosi affreschi del ‘300 e, sull’altare, l’urna con il corpo del Beato Giacomo.
In centro Palazzo Lepri, sede del Municipio; poi la Pinacoteca che conserva importanti opere.
Interessanti le chiese barocche del monastero di S. Margherita e di S. Filippo.
Alle spalle l'antico borgo medievale, la strada, con magnifica vista sulla Valle Umbra, si inerpica sulla collina fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Valle, in mezzo ai boschi di castagni e di querce. Non può mancare uno sguardo all’Aiso, o Abisso, caratteristico laghetto di forma circolare dalle acque fredde e profonde, soggetto di un'antica leggenda locale. Anche qui troviamo una cucina fortemente legata ai prodotti della terra locale: funghi porcini e asparagi di bosco danno sapore a strangozzi e tagliatelle. L’agnello ed il cinghiale, insieme alla carne di vitello e di maiale, cotta alla brace o con salse saporite, offrono dei secondi gustosi.
Il vino bianco, a indicazione geografica, e il rosso, a denominazione di origine controllata, prodotto da cantine locali, accompagnano ogni piatto.
Menzione a parte merita il Sagrantino secco, per accompagnare arrosti, e quello passito per crostate, tozzetti e panicocoli.